DARREN COX
General Manager, Nissan Europa
Guidare il coinvolgimento di Nissan nel progetto DeltaWing
Perché Nissan si è appassionata a quella che è una vettura sperimentale mai provata e nè testata?
In Nissan ci distinguiamo per il nostro approccio innovativo. Tanto la creazione di un nuovo segmento di mercato inaugurato da vetture come con Qashqai e Juke, quanto lo sviluppo dello stabilimento produttivo più efficiente in Europa (Nissan Motor Manufacturing UK) non sono risultati ottenibili attraverso i processi tradizionali. Perfino il nostro approccio nel motorsport è innovativo. GT Academy (un programma che prende dei videogamers e li trasforma in piloti campioni nella vita reale) sta avvicinando sempre più persone al mondo dell'automobilismo sportivo, rendendo lo sport più accessibile a tutti. Nell'innovazione ingegneristica di DeltaWing ravvisiamo molto del nostro spirito e dei nostri valori. Ci calza a pennello.
Perchè proprio adesso? Perché non aspettare che la vettura dimostri le proprie potenzialità?
Perché questa è una dichiarazione coraggiosa, che riflette la nostra crescente fiducia in Europa. Il 2011 è stato per noi un anno record: ci siamo trovati nell'urgenza di gestire a livello globale grandi problematiche come il terremoto in Giappone e le inondazioni in Tailandia, ma nonostante ciò abbiamo raggiunto risultati di gran lunga migliori rispetto ai nostri concorrenti. E' naturale, quindi, essere fiduciosi. Inoltre, sostenere un progetto quando già si è rivelato vincente, vuol dire arrivare in ritardo. Intravediamo qualcosa di veramente innovativo e siamo pronti ad assumere un rischio calcolato per aiutarlo a decollare.
In che misura Nissan è coinvolta nel progetto?
Siamo i fornitori del motore e ci concentriamo sugli aspetti relativi ai benefici derivanti dal downsizing, attraverso l'adozione della tecnologia turbo a iniezione diretta. Il motore è stato studiato espressamente per Le Mans, ma l'impostazione e la tecnologia di base sono più simili a quelle di una vettura stradale europea che a qualsiasi altro prototipo da corsa presentato a Le Mans. DeltaWing è il banco di prova per l'innovazione. E' qui che possiamo imparare, in un contesto molto impegnativo, qualcosa sulla tecnologia del downsizing e sulla velocità di risposta dei turbocompressori, per esempio. Inoltre, man mano che il progetto andava avanti, abbiamo inserito un numero sempre maggiore d'ingegneri nel progetto e continueremo a farlo. Loro impareranno tantissimo analizzando la filosofia aerodinamica e la leggerezza della vettura. E' questo è il percorso per lo sviluppo futuro delle nostre vetture stradali; questo programma ci aiuterà ad accelerare la progettazione dei nostri veicoli da strada.
Nismo (la divisione sportiva di Nissan) è coinvolta?
NISMO è stata coinvolta nel progetto fin dall'inizio. L'esperienza acquisita, per esempio, nel Super GT, ci ha consentito di validare i dati ottenuti nelle simulazioni e nella galleria del vento. Un membro importante del team Nissan, mandato negli Stati Uniti fin da quando siamo stati coinvolti nel progetto, è un ingegnere che ha vinto più volte il campionato Super GT con NISMO in Giappone. Ci aspettiamo anche che le conoscenze apprese durante il rapido sviluppo del motore DeltaWing saranno utilizzate nella prossima serie di Juke Nismo, che condividerà la medesima architettura ingegneristica.
Per esempio?
L'elettronica del cambio è estremamente innovativa. La vettura adotta il sistema torque vectoring, cosa insolita per una racecar - normalmente è vietato ma questo veicolo è fuori dai regolamenti, per cui possiamo usare questa tecnologia, che è importante per le nostre vetture stradali (Juke e GT‑R adottano l'avanzata tecnologia Torque Vectoring). Lavorando a stretto contatto con loro e inserendo i nostri ingegneri nella squadra, possiamo imparare molto. Si parla sempre di adottare le tecnologie usate in Formula 1 sulle tradizionali vetture stradali, ma in effetti questo di recente non è accaduto; anzi è successo il contrario: la tecnologia precedentemente utilizzata sulle vetture stradali è ora adottata in F1 (come l'ibrido e il KERS). Comunque, Nissan intravede numerosi elementi in questo veicolo che potranno avere un'applicazione diretta sulle vetture stradali.
Perciò si tratta più che altro di un esercizio di brand?
Come? Nissan ha offerto un motore 1.6 turbo a iniezione diretta che, speriamo, correrà alla 24 Ore toccando il proprio limite prestazionale nella più dura e famosa competizione del mondo. Inoltre stiamo imparando da quello che è stato fatto in termini di aerodinamica, apprezzando i benefici derivanti da una struttura leggera e controllando come funziona il nuovo sistema torque vectoring. Tutte queste cose si traducono in innovazione per i veicoli che commercializzeremo. Anche noi abbiamo un brand.
Ma se non funziona sarà un fallimento generale.
E' necessario scommettere, assumersi dei rischi, o non saremo mai capaci di innovare ed imparare. Talvolta l'innovazione può far male. Usando un'espressione del motorsport: "Se di tanto in tanto qualcosa non va male, significa che non ti stai impegnando a sufficienza". Basti guardare a ciò che è successo ad Audi alla 24 Ore di Le Mans 24 dello scorso anno - un progetto da molti milioni di euro, dieci anni di esperienza e i piloti migliori. Due vetture sono uscite dalla gara prima della mezzanotte. Avevano solo tre proiettili in canna. Nissan DeltaWing ne ha uno solo. Basta un dentista tedesco in una Porsche che ci viene addosso nel momento sbagliato a fine corsa. Questo è il bello di Le Mans. Ma, qualunque cosa accada, impareremo da quella esperienza. Sapremo di più sulla nostra tecnologia DIG, sulla deportanza, sull'aerodinamica e su alcune tecnologie della trasmissione. Impareremo molto sia che l'auto vada a Le Mans, sia che non ci vada. Considerando la situazione nel suo complesso, questo è un piccolo progetto ma certamente mostra la nostra volontà di assumerci rischi calcolati.
Il coinvolgimento di Nissan con DeltaWing avrà un futuro dopo Le Mans?
Alcune persone ritengono che Le Mans sia la fine della storia. Noi crediamo che, potenzialmente, rappresenti l'inizio di qualcosa ancora più grande. Se funziona come i nostri partner credono, questo rappresenterà soltanto l'inizio. Il progetto potrebbe prendere molte pieghe, di cui al momento preferisco non parlare.
Una vettura da corsa elettrica o una alimentata da un motore stradale standard?
Ciascuno dei due scenari è possibile, ma al momento non è questo il punto. Il punto è che ci sono molte potenzialità ancora da sfruttare.
Cosa farà DeltaWing per il motor sport?
Siamo tutti impegnati a capire come l'automobilismo sportivo possa diventare più sostenibile, garantendo un futuro allo sport. Ma Nissan pensa anche alle generazioni future. Grazie a GT Academy, stiamo coinvolgendo un numero sempre maggiore di giovani in questo sport, ma sappiamo che l'età media degli spettatori di queste competizioni sta salendo: i ragazzi sono meno interessati allo sport e, in un certo senso, alle auto. DeltaWing cambierà le cose. Se mostri a qualcuno una fotografia di questa vettura, gli adulti affermeranno ‘Non funzionerà mai', ma i più giovani diranno ‘Wow! E' fantastica! Vorrei vederla correre.' DeltaWing cattura l'immaginazione delle nuove generazioni come nessun'altra vettura.
Avrà successo?
Certamente si. Ciò che amo in questo progetto è che dimostreremo alla gente che si sta sbagliando. E' già successo con Qashqai, che inizialmente era visto come un prodotto di nicchia dalle limitate potenzialità. Oggi, a distanza di cinque anni, tutti i costruttori hanno un rivale diretto in questo segmento. Lo stiamo facendo anche con LEAF: nel giro di cinque anni, tutti avranno un veicolo elettrico nella propria gamma. E sebbene adesso tutti dicano che DeltaWing non funzionerà, entro cinque anni le vetture sportive somiglieranno tutte un po' a questa.
Avendo diverse vetture in categoria LMP2 schierate sulla griglia di partenza di Le Mans, tutte alimentate da motori Nissan tradizionali, non si corre il rischio di inviare messaggi discordanti?
Il programma LMP2 è prevalentemente un esercizio commerciale nel quale i team sportivi acquistano tecnologie Nissan perché i nostri motori sono i migliori. Ma noi siamo molto interessati anche all'aspetto umano dell'automobilismo sportivo. Tra gli aspetti che più ci hanno attratto verso questo progetto, sono stati i nomi di Dan Gurney e Don Panoz, persone che, tra il pubblico degli appassionati, non hanno bisogno di presentazioni. Anche Ben Bowlby è un ragazzo interessante. E' proprio l'aspetto umano che ci ha avvicinato a due team dell'LMP2. Greaves Motorsport ha in una macchina padre e figlio (l'ex-pilota di Formula 1 Martin Brundle e suo figlio Alex) e il vincitore della prima edizione di GT Academy: si stanno preparando in maniera molto professionale, con l'obiettivo di vincere. Signatech Nissan, nel frattempo, ha una squadra di piloti tutta francese che include il vincitore della seconda stagione di GT Academy. Entrambi ci danno uno stimolo incredibile. Perciò presteremo attenzione ai nostri partner. Il team Nissan sarà certamente molto occupato: sono 12 le vetture schierate sulla griglia di partenza che adottano la nostra tecnologia.
Quale sarà il passo successivo per Nissan? La Formula 1?
No. Il nostro brand Infiniti è già presente, in virtù della collaborazione con Red Bull, mentre l'Alleata Renault fornisce motori a diverse squadre.
Allora LMP1?
Proprio in questi giorni stiamo rivedendo il nostro programma di attività sportive; a Le Mans avremo l'occasione di guardare la competizione dell'LMP1 e riesaminare i nuovi regolamenti tecnici previsti per il 2014. Se nel programma sarà introdotto qualche elemento relativo all'efficienza, allora potrebbe essere più interessante per Nissan.