BEN BOWLBY
Creatore e Designer del prototipo DeltaWing
Il designer di DeltaWing è nato in Inghilterra e ha iniziato la propria carriera con il costruttore di vetture sportive Lola nel Regno Unito. Si è trasferito in America 9 anni fa, assumendo il ruolo di Direttore Tecnico della pluripremiata e vittoriosa scuderia Ganassi Racing, una delle più importanti nei campionati Indycars, GrandAM e NASCAR
Qual è il background del progetto DeltaWing?
E' nato dalla constatazione che l'automobilismo sportivo, soprattutto negli Stati Uniti dove ho trascorso molti anni, è costretto entro regole stringenti - che soffocano l'espressività in termini di design e innovazione. I parametri imposti sono talmente rigidi che alla fine le vetture si somigliano tutte. Personalmente ho assistito alla progressiva perdita d'interesse per le gare sportive, quando mi sono accorto che i miei bambini, man mano che crescevano, mi domandavano perché dovessero guardare le gare " che erano così noiose". Facevo parte di quell'"industria dei dinosauri"... o, quantomeno, a rischio di diventare tale.
Secondo l'opinione comune, l'automobilismo sportivo "migliora la razza", cioè l'innovazione tecnica nasce proprio su pista.
In realtà, è sorprendente e piuttosto strano constatare che la tecnologia venga sviluppata pochissimo nelle competizioni. L'innovazione tecnica è prevalentemente sviluppata su strada e poi applicata su pista. Ho la sensazione di aver studiato filosofia del motorsport negli ultimi tre anni spesi per questo progetto. Ciò che il motorsport sa fare, è cambiare la percezione della gente sulla tecnologia, su cosa è "in". Per esempio, quando i diesel hanno iniziato a vincere a Le Mans, la gente ha smesso di percepirli come vecchia ferraglia che nessuno vuole. All'improvviso sono diventate "a prova di pista", desiderabili e perfino "cool".
E come si è arrivati da qui a DeltaWing?
Sapevo che l'industria automobilistica desiderava introdurre nelle competizioni mondiali un motore 1.6 turbo quattro cilindri. Ciò significava che, nell'ambito di un programma globale di downsizing finalizzato ad aumentare l'efficienza, esisteva un tipo di motore simile a quello che si voleva commercializzare su strada. Perciò, quello di cui avevamo bisogno era una macchina da corsa - una vettura che, probabilmente, non rientrava nel regolamento in vigore in quel momento - che avrebbe ottimizzato i vantaggi di questo tipo di motore, ma conservando le prestazioni di una vettura da corsa estrema.
L'opinione comune suggerirebbe che un motore 1.6 non sia in grado di assicurare le stesse performance di una sportiva estrema.
E' importante avere prestazioni straordinarie, ma è altrettanto importante ottenerle con le tecnologie su cui l'industria dell'auto sta cercando di focalizzarsi.
DeltaWing è nata mentre pensavamo a come potessimo sfruttare uno di questi motori piccoli, mantenendone la velocità, ma consumando meno carburante, gomme, ecc.
L'efficienza doveva essere il chiaro elemento fondante della vettura. Questo è ciò che ho fatto in tutta la mia carriera: rendere le mie auto più efficienti rispetto ai concorrenti sotto il profilo aerodinamico e dei volumi. DeltaWing è la mia risposta alla domanda su come ottenere uguali prestazioni, utilizzando meno.
Perché Le Mans?
Quando abbiamo presentato il concept all'ACO, sono stati entusiasti. DeltaWing incarna lo spirito di Le Mans ed è assolutamente perfetta per il ‘Garage 56', il posto nel pitlane riservato alle vetture sperimentali. DeltaWing dimostra che oltre alla tecnologia ibrida, bio-fuel, o elettrica, possiamo esplorare altri modi per migliorare l'efficienza. Inoltre, segue la tradizione di Le Mans che ha visto vetture sperimentali correre lì per la prima volta, come la Rover-BRM (che ha presenziato tre volte dal 1963 al 1965). E come la Rover-BRM, abbiamo conquistato il diritto a gareggiare con il numero ‘0': questo ha un significato importante.
Che sfide dovrete affrontare a Le Mans?
La vera sfida è portare a Le Mans un'auto completamente nuova. In più, nessun fornitore ha componenti "a prova di gara" e che siano adatti ad un veicolo che pesa la metà di una normale vettura LMP-1. Abbiamo fatto quanto potevamo per raggiungere i nostri obiettivi in termini di peso e di progetto, ma non sappiamo ancora per certo se ogni componente reggerà fino al termine della 24 Ore.
Com'è guidare DeltaWing?
Ha una maneggevolezza gentile ma entusiasmante e in questo è il limite di sovrasterzo del veicolo. In altri termini, quando si raggiunge la soglia di grip, tende a sovrasterzare. E' insolito per una vettura da corsa con il motore situato in posizione posteriore e che, salvo particolari condizioni, ha normalmente il limite del sottosterzo. Nel nostro caso abbiamo progressivamente aumentato il sovrasterzo, per permettere al pilota di controsterzare e tenere sotto controllo la vettura: questo è impossibile farlo con vetture che sottosterzano. Per il pilota, il sottosterzo è una condizione d'instabilità che si può correggere soltanto rallentando la vettura e ripartendo. Con un sovrasterzo controllato, invece, - tipico del layout di DeltaWing - è molto più facile da gestire la vettura.
Che mi dice della posizione di guida?
Il pilota è più lontano del solito dalle ruote anteriori, ma se si pensa alle prima vetture da corsa, ci si accorge che i piloti erano perfettamente a loro agio seduti più arretrati. Anche i piloti del DTM (campionato tedesco specializzato in touring cars) si siedono spostati più indietro: secondo loro, in questa posizione si riceve una sensazione più chiara di cosa stia facendo la vettura. All'inizio è necessario farci l'abitudine e le prime impressioni sono solitamente ‘Wow! Questo aggeggio va dappertutto'. Questo accade perché quando sei seduto più vicino alle ruote anteriori, generalmente il corpo non riceve l'effetto dell'accelerazione d'imbardata, e la percezione è diversa.
E a proposito di Nissan?
Nissan ha subito capito quello che stavamo cercando di fare e ha intuito che la vettura era in linea con la loro politica di rendere "cool" l'efficienza. Nissan ci ha offerto un motore di prima scelta, un propulsore spettacolare. Abbiamo il motore che avevamo sempre sognato: ha il peso giusto, la potenza giusta ed è incredibilmente efficiente. A questo si aggiunge la credibilità di avere al proprio fianco a Le Mans un costruttore nella categoria sperimentale che farà storia... che poi è quello attorno a cui ruota tutto il progetto.